Il Prünent è un vitigno a bacca nera, biotipo del Nebbiolo. È autoctono della Val d’Ossola, infatti, con esso si produce il vino DOC Valli Ossolane Nebbiolo.
Uno sguardo alle origini del Prünent
Il nome “Prünent” deriva dal latino “pruina” (brina), quindi ci si riferisce al periodo della vendemmia (fine ottobre-novembre) quando i terreni al mattino sono ancora ricoperti di brina. Questa parola può trovare la origine anche da “prunum” (susino, prugno), poiché era tradizione coltivare la vite (maritata) insieme ai prugni selvatici.

Si tratta di un vitigno antichissimo: è citato in un documento del 18 maggio 1309, il testamento con cui Dumino, figlio del fu Vicino di Pello di Trontano, dettato davanti al notaio Pietro di Masera, lasciava una donazione annuale e perpetua di nove staia di vino (circa 200 litri) al convento di San Francesco di Domodossola. Il testatore specificava che il vino dovesse essere «totum pruynentum» — tutto Prünent, nella forma latinizzata del nome — e utilizzato esclusivamente per la celebrazione della messa: è una delle prime tracce scritte in assoluto del nome di questo vino.
In passato, il Prünent è stato un vino pregiato perpetuo, cioè che veniva invecchiato in una singola botte, conosciuto e gradito anche al di fuori dei confini ossolani. Durante la seconda metà dell’800, con l’avvento dei battelli a vapore dalle Americhe arrivò la filossera che distrusse i vitigni di tutta Europa. Grazie all’utilizzo delle barbatelle innestate su piede americano, molte varietà si salvarono.
In Ossola grazie al clima unico ed i terreni sabbiosi è ancora possibile trovare piante ultracentenarie a piede franco che sono sopravvissute alla fillossera e che producono tutt’oggi .
Il Prünent oggi
Dal 1990 L’APAO, (associazione produttori agricoli ossolani si impegna) al recupero di questo antico vitigno: le aziende vitivinicole sono riuscite a produrne un vino di qualità e struttura, apprezzato dalla critica, che compete alla pari con gli altri grandi nebbioli piemontesi.
Il Prünent viene coltivato storicamente sulle colline soleggiate di Domodossola, Villadossola, Trontano, Masera e Montecrestese.

Come si produce il Prünent Stella?
Questo vitigno necessita di un terreno non umido e di una buona esposizione al sole. Coltivandolo a guyot, il germogliamento è precoce e la sua fertilità è medio-bassa, garantendo così una produzione di ottima qualità.
La vendemmia avviene a fine settembre/metà ottobre. La fermentazione dura circa un mese e si utilizzano vasche d’acciaio, dove il vino viene conservato fino a primavera per poi essere affinato in botti di rovere francese per almeno un anno. L’invecchiamento in bottiglia, invece, ha una durata di qualche mese.
Le caratteristiche tipiche del Prünent sono dovute a molti fattori una dei quali da sottolineare è l’importante escursione termiche tra giorno e notte: rosso rubino intenso, corposo e tannico, alcolico con note floreali. Si abbina perfettamente a risotti, selvaggina e formaggi saporiti.

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Le caratteristiche ampelografiche del Prünent
Dal punto di vista ampelografico, il Prünent condivide con il Nebbiolo grappoli non troppo compatti e acini dalla buccia sottile, caratteristiche che lo rendono sensibile alle condizioni climatiche ma capaci di esprimere aromi complessi. I secoli di adattamento ai terrazzamenti ossolani ne hanno fatto un vitigno resiliente, capace di maturare correttamente anche alle quote e alle esposizioni tipiche della Val d’Ossola, ben diverse da quelle delle Langhe dove il Nebbiolo trova la sua espressione più celebre.
Conoscere queste caratteristiche aiuta anche a comprendere meglio cosa aspettarsi al momento della degustazione: un vino che racconta, calice dopo calice, l’adattamento di un vitigno antico a un territorio di montagna tutt’altro che semplice da coltivare.
Per approfondire
Per saperne di più sul territorio del Prünent: la DOC Valli Ossolane, la storia del vino ossolano, i numeri della produzione locale.