Druogno, alle porte della Valle Vigezzo, è un borgo dalle origini antiche che custodisce alcune delle chiese più interessanti della valle.
Un borgo di origine celtica
Il nome di Druogno affonda le radici in epoca celtica, e significa “il villaggio delle querce”. Un momento chiave della sua storia risale al 1113, quando con la bolla di papa Innocenzo II al vescovo Litifredo di Novara si sancì la separazione della Valle Vigezzo da Domodossola, con l’istituzione della pieve vigezzina che aveva il suo centro nella chiesa di Santa Maria.
La chiesa di San Silvestro
Nel Seicento la chiesa di San Silvestro si separò da quella di Santa Maria Maggiore, diventando il principale luogo di culto di Druogno. Al suo interno si trovano murales di pittori locali e una tela del 1685 di Gustavo Maes, oltre agli affreschi della volta e dell’abside realizzati da Carlo Mellerio e Giacomo Rossetti.
Coimo, tra pane di segale e mulini
A circa 45 minuti a piedi dal centro di Druogno si trova la frazione di Coimo, nota per la sua posizione panoramica e soleggiata e per il tradizionale pane di segale. All’inizio del sentiero che conduce al borgo si trova un caratteristico mulino ad acqua, ancora oggi una delle immagini più suggestive della zona.
Druogno nella Valle Vigezzo
Druogno è una delle porte d’accesso alla Valle Vigezzo, non lontano da Santa Maria Maggiore, capoluogo della valle. Per approfondire la storia del paese e delle sue chiese, il riferimento è il Comune di Druogno.
Chi visita la Valle Vigezzo può facilmente abbinare la giornata a una discesa verso il fondovalle ossolano, per una degustazione tra i vigneti della Val d’Ossola.
Un punto di partenza per l’alta valle
Druogno rappresenta spesso il primo contatto con la Valle Vigezzo per chi arriva dal fondovalle ossolano, un ruolo che il paese ha mantenuto nel tempo grazie anche alla stazione della Vigezzina, che lo collega direttamente sia a Domodossola sia a Locarno, in Svizzera.
Coimo, la frazione panoramica
Poco distante dal centro di Druogno, la frazione di Coimo merita una tappa a parte per la sua posizione soleggiata e panoramica, oltre che per la tradizione del pane di segale che ancora oggi caratterizza la produzione locale: un piccolo mondo a parte, raggiungibile con una piacevole camminata dal capoluogo.
Un paese in evoluzione
Druogno continua a investire nella propria offerta turistica, valorizzando sia il patrimonio storico delle proprie chiese sia le opportunità escursionistiche verso Coimo e le altre frazioni, in un percorso di crescita che coinvolge l’intera comunità locale, sempre attenta a preservare l’identità autentica del paese.
Un’ultima idea: abbinare la visita di Druogno a quella della vicina Coimo, magari a piedi seguendo il sentiero panoramico, permette di scoprire due volti diversi della stessa area della Valle Vigezzo.
Una porta d’ingresso, mille motivi per fermarsi.
Una porta aperta, mille motivi per fermarsi più a lungo.
Un’ultima nota su Druogno: le sue origini celtiche, ancora visibili nel nome, testimoniano una storia che affonda le radici ben prima dell’arrivo dei romani in questa parte delle Alpi.
Una porta aperta, mille motivi per fermarsi più a lungo.
Una porta aperta sulla Valle Vigezzo, tutta da varcare.
Druogno, porta d’ingresso della Valle Vigezzo, conserva ancora oggi l’atmosfera dei borghi walser e piemontesi che hanno fatto la storia di questa valle dei pittori. È un buon punto di partenza per chi vuole esplorare i sentieri della valle prima di proseguire verso la Svizzera, in un percorso che alterna borghi, boschi e panorami alpini.
Il centro di Druogno, con le sue case tradizionali, invita a una sosta tranquilla prima di riprendere il cammino verso gli altri borghi della Valle Vigezzo.