Capoluogo della Valle Vigezzo, Santa Maria Maggiore è uno dei borghi più eleganti dell’intera Val d’Ossola, conosciuto storicamente come la “valle dei pittori” e la “valle degli spazzacamini”.
La valle dei pittori e degli spazzacamini
Santa Maria Maggiore deve la sua fama a due tradizioni molto diverse tra loro: da un lato l’emigrazione stagionale degli spazzacamini vigezzini, che partivano da questi paesi per lavorare in tutta Europa; dall’altro una vivace scuola di pittura locale, che nell’Ottocento portò diversi artisti della valle a formarsi e affermarsi anche fuori dai confini regionali. Questo doppio passato si riflette ancora oggi nell’architettura del paese, con ville signorili costruite proprio grazie ai proventi di chi era emigrato per lavoro.
Per approfondire la storia della scuola pittorica vigezzina e della tradizione degli spazzacamini, il riferimento è il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli d’Ossola, che raccoglie anche i musei dedicati della valle.
Il centro storico
Il nucleo antico di Santa Maria Maggiore si sviluppa attorno a piazze porticate e vie eleganti, con edifici in stile liberty che testimoniano il benessere raggiunto dal paese tra Ottocento e Novecento. È un borgo che si presta bene a una passeggiata tranquilla, magari abbinata a una tappa nei paesi vicini della stessa valle, come Masera o Druogno.
Punto di partenza per la Valle Vigezzo
Grazie alla sua posizione centrale, Santa Maria Maggiore è spesso il punto di riferimento per chi vuole esplorare l’intera Valle Vigezzo, descritta più in generale nell’articolo dedicato alla Valle Vigezzo, oltre che punto di passaggio verso la Svizzera attraverso il valico del Passo di Camedo.
Da qui ai vigneti della Val d’Ossola
Chi soggiorna a Santa Maria Maggiore può scendere facilmente verso il fondovalle ossolano per scoprire l’altra anima del territorio, quella dei vigneti terrazzati, con una degustazione tra un borgo e l’altro.
Un centro storico da vivere con calma
Passeggiare per le vie del centro di Santa Maria Maggiore, tra vicoli lastricati e palazzi liberty, permette di respirare l’atmosfera di un paese che ha saputo trasformare la ricchezza accumulata dall’emigrazione in un patrimonio architettonico diffuso, visibile ancora oggi in ogni angolo del borgo.
La “valle degli spazzacamini” fin dal Cinquecento
Già dal Cinquecento la Valle Vigezzo era conosciuta come “terra degli spazzacamini”, come testimoniano documenti storici dell’epoca che utilizzano il nome tedesco Kaminfeger Tal, “valle degli spazzacamini”. Molti bambini, scelti perché più minuti e adatti a entrare nelle canne fumarie rispetto agli adulti, venivano spesso sfruttati, sottopagati e costretti a vivere lontano da casa durante la stagione invernale, in un fenomeno migratorio che ha segnato profondamente l’identità della valle.
Le case in beola e il Museo dello Spazzacamino
Molti degli spazzacamini emigrati fecero poi ritorno in patria, dove costruirono le proprie abitazioni: l’architettura tradizionale della valle si riconosce ancora oggi nelle case con tetti in beola, la pietra locale, e negli alti comignoli, tra i più imponenti della zona. Il museo regionale dello spazzacamino e dell’emigrazione ha sede a Villa Antonia, nel centro storico, e fu fondato nel 1983 grazie all’impegno degli ex spazzacamini stessi, che iniziarono a raccogliere attrezzi, abiti, vecchie biciclette, fotografie e ricordi del proprio passato.
Ancora oggi, camminando per le vie di Santa Maria Maggiore, capita di incontrare anziani che ricordano storie di famiglia legate all’emigrazione degli spazzacamini: un patrimonio orale che si affianca a quello materiale conservato nel museo, contribuendo a mantenere viva la memoria collettiva di questo capitolo tanto duro quanto fondamentale della storia della valle.
Un consiglio per chi visita Santa Maria Maggiore: dedicare tempo sia al museo sia a una semplice passeggiata per il paese permette di cogliere appieno la doppia anima, artistica e popolare, che rende questo borgo unico nel panorama della Val d’Ossola.