Baveno è conosciuta in tutto il mondo per il suo granito rosa, una pietra preziosa che ha attraversato i secoli ed è arrivata a decorare alcuni dei monumenti più famosi del pianeta.
Il granito che ha conquistato il mondo
A partire dal Cinquecento il granito estratto dal versante orientale del Mottarone venne utilizzato massicciamente, soprattutto nell’architettura lombarda, e nei secoli successivi fu esportato anche all’estero, sfruttando inizialmente i numerosi corsi d’acqua della zona per il trasporto. Il granito rosa di Baveno si ritrova oggi nell’Arco della Pace e nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano, nelle colonne dell’Opéra di Parigi, nella chiesa di San Carlo a Vienna, nel monumento a Cristoforo Colombo a New York e persino nel Palazzo Reale di Bangkok.
La chiesa dei Santi Gervaso e Protaso
Tra gli edifici religiosi del paese spicca la chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, con il suo battistero e il portico decorato con scene della Via Crucis: un piccolo tesoro di architettura sacra che racconta l’identità di questo borgo lacustre.
Il museo del granito e i picasass
All’interno dello storico Palazzo Pretorio si trova un museo multimediale dedicato al granito rosa e alla sua importanza storica ed economica per Baveno, che ripercorre i luoghi e i percorsi legati alla lavorazione della pietra nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola. Sul lungolago, uno dei più suggestivi del Lago Maggiore con vista sulle Isole Borromee, un monumento è dedicato ai “picasass”, gli scalpellini locali che hanno reso celebre Baveno nel mondo.
Baveno e il Lago Maggiore
Baveno si trova a pochi minuti da Stresa e dalle Isole Borromee, ed è quindi una tappa naturale per chi esplora questa parte del lago. Per approfondire storia e itinerari legati al granito, il riferimento è il sito di Baveno Turismo.
Da Baveno è facile raggiungere anche l’entroterra ossolano, con i suoi vigneti e le sue degustazioni, per un contrasto suggestivo tra pietra, lago e vite.
Il Mottarone e le cave ancora attive
Le cave del Mottarone, sul versante di Baveno, sono in parte ancora attive: alcune realtà locali continuano a estrarre e lavorare il granito rosa secondo tecniche che uniscono tradizione artigianale e moderni strumenti di taglio, mantenendo viva una filiera che affonda le radici in oltre quattro secoli di storia. Passeggiando per le vie del centro è facile notare come il granito rosa sia presente ovunque: dai marciapiedi alle facciate degli edifici storici, fino ai dettagli architettonici delle chiese.
Un futuro tra tradizione e innovazione
L’industria del granito di Baveno continua a evolversi, integrando tecniche di taglio moderne con la conoscenza artigianale tramandata da generazioni di scalpellini: un equilibrio che permette a questa tradizione secolare di rimanere economicamente sostenibile anche nel mercato globale contemporaneo, mantenendo comunque vivo il legame identitario tra il paese e la sua pietra.
Un’ultima curiosità: alcune delle pietre estratte a Baveno sono state utilizzate anche in edifici storici di altri continenti, a testimonianza della portata davvero globale di questa produzione locale.
Un colore, una storia, un’eredità che dura da secoli.
Rosa come il granito, prezioso come pochi altri materiali al mondo.
Rosa come il suo granito, prezioso in tutto il mondo.
Un’ultima nota su Baveno: pochi materiali da costruzione hanno viaggiato tanto quanto il suo granito rosa, arrivando letteralmente in ogni continente abitato.
Un colore, una pietra, un’eredità che dura da secoli.
Un colore, una pietra, un’eredità che attraversa i continenti.
Baveno, con le sue cave di granito rosa che hanno fornito materiale per monumenti in tutta Europa, unisce storia industriale e bellezza paesaggistica sul Lago Maggiore, offrendo scorci unici sulle Isole Borromee proprio di fronte al suo lungolago.
Le cave di Baveno, alcune ancora attive, restano visibili anche dal lago, segno tangibile della storia industriale del paese.