Alpe Veglia, altopiano alpino in Val d'Ossola

Alpe Veglia: pascoli e wilderness nel Parco Veglia-Devero

Alpe Veglia, altopiano alpino della Valle Divedro nel Parco Naturale Veglia-Devero: pascoli, natura selvaggia ed escursioni in Val d'Ossola.

Nella parte alta della Valle Divedro, sopra Varzo, si apre l’Alpe Veglia: un ampio altopiano alpino racchiuso da vette che superano i 3000 metri, parte insieme al vicino Alpe Devero del Parco Naturale Alpe Veglia-Devero.

Un altopiano chiuso al traffico

Uno dei tratti distintivi dell’Alpe Veglia è la chiusura al traffico veicolare privato nei periodi di maggiore afflusso, con conseguente utilizzo di navette o dell’accesso a piedi: una scelta che ha permesso di preservare un ambiente naturale di grande valore, fatto di pascoli, larici secolari e torrenti dalle acque limpide.

Per le modalità di accesso aggiornate e gli eventuali periodi di chiusura al traffico, il riferimento è il sito dell’Ente Parco Veglia Devero.

Escursioni per tutti i livelli

Dall’altopiano partono sentieri che si adattano a diversi livelli di allenamento: dalla semplice passeggiata tra i pascoli fino a escursioni più impegnative verso i rifugi e le vette che circondano la conca. È una delle mete più amate della Val d’Ossola per chi cerca montagna autentica senza rinunciare a percorsi accessibili anche alle famiglie.

Un parco, due valli

Insieme all’Alpe Devero, l’Alpe Veglia forma un unico grande parco naturale che si estende su due valli diverse della Val d’Ossola, entrambe caratterizzate da alpeggi ancora attivi, tradizione casearia di montagna e una natura tra le più integre delle Alpi occidentali.

Dalla montagna al vigneto

Per chi soggiorna in Val d’Ossola, una giornata all’Alpe Veglia si abbina bene a una visita più a valle tra i vigneti, magari con una degustazione per scoprire come lo stesso territorio racconti storie tanto diverse, dalla vite d’alta collina ai pascoli d’alta quota.

Un altopiano tra le mete più amate dell’Ossola

Alpe Veglia è meta ogni anno di numerosi escursionisti, richiamati dalla combinazione tra facilità di accesso relativa e autenticità dell’ambiente naturale: pochi altri luoghi in Val d’Ossola permettono di immergersi così rapidamente in un contesto di alta montagna genuina, lontano dalle infrastrutture turistiche più invasive che caratterizzano altre destinazioni alpine.

Un ecosistema fragile da rispettare

La bellezza dell’Alpe Veglia si accompagna a un ecosistema particolarmente fragile, motivo per cui le regole di accesso e le limitazioni al traffico veicolare sono pensate proprio per proteggere pascoli, torrenti e fauna locale da un eccessivo carico antropico, garantendo che le generazioni future possano continuare a godere di questo ambiente nella sua forma più autentica.

Un parco nato dall’unione di due aree protette

Il Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero è stato istituito con legge regionale il 14 marzo 1995, dall’accorpamento del preesistente Parco Naturale dell’Alpe Veglia (1978) e del Parco Naturale dell’Alpe Devero (1990). Il territorio protetto è amministrativamente diviso tra i comuni di Varzo, Trasquera, Crodo e Baceno.

Flora e fauna dell’altopiano

L’ambiente naturale di Alpe Veglia è caratterizzato da ampi pascoli contornati da lariceti, con un sottobosco di rododendri e mirtilli che sfuma nelle praterie d’alta quota, dove crescono silene, crisantemo alpino, ranuncolo glaciale, astro alpino e genepì. Tra la fauna si contano stambecchi, cervi nobili, caprioli, camosci, volpi, lupi, aquile reali e tassi. Lo stambecco, segnalato in Val d’Ossola fino ai primi del Settecento, è poi scomparso per oltre due secoli, per ricomparire nel territorio del parco solo alla fine degli anni Settanta del Novecento: un piccolo grande successo di conservazione ambientale che rende ancora più speciale ogni avvistamento.

Anche solo una breve visita all’Alpe Veglia, magari limitata al periodo estivo più accessibile, lascia un ricordo duraturo di uno degli ambienti alpini meglio conservati dell’intero arco occidentale delle Alpi.

Un ultimo consiglio pratico: verificare sempre le condizioni meteo prima di partire, dato che il tempo in alta quota può cambiare rapidamente anche nei mesi estivi.

Un’esperienza che resta impressa a lungo nella memoria di chi la vive.

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