I giardini botanici di Villa Taranto a Verbania

Villa Taranto: i giardini botanici di Verbania

Villa Taranto, dalla Scozia al Lago Maggiore: la storia del capitano Neil McEacharn, che nel 1931 creò uno dei giardini botanici più famosi al mondo.

I Giardini Botanici di Villa Taranto devono la loro esistenza a una storia sorprendente, che parte dalla Scozia e arriva sulle rive del Lago Maggiore grazie a un annuncio letto per caso su un giornale.

Un capitano scozzese e un annuncio sul Times

Nel 1930 il capitano Neil Boyd McEacharn, nato nel 1884 a Garlieston in Scozia da una facoltosa famiglia di origini giacobite, lesse su The Times un annuncio che lo incuriosì. Poco dopo divenne proprietario della tenuta “La Crocetta”, sulle colline di Pallanza, acquistata dalla marchesa di Sant’Elia. Appassionato botanico, McEacharn ribattezzò la proprietà Villa Taranto in onore del duca di Taranto, il maresciallo napoleonico Étienne Jacques Joseph Alexandre Macdonald, suo antenato.

Una vita dedicata alle piante

Nel corso della sua vita, McEacharn raccolse piante preziose e uniche da ogni parte del mondo, trasformando Villa Taranto in un parco botanico conosciuto ben oltre i confini italiani. Morì il 18 aprile 1964 sulla veranda della sua villa, affacciata sul parco a cui aveva dedicato la vita, e per sua volontà fu sepolto in una cappella-mausoleo costruita appositamente al centro dei giardini che tanto amava.

Dall’Ente alla Fondazione

Dal 1965 l’Ente Giardini Botanici Villa Taranto “Cap. Neil McEacharn” ha proseguito la cura della proprietà. In seguito a modifiche statutarie approvate nel marzo 2026, l’Ente si è trasformato in una Fondazione di partecipazione, con un nuovo assetto istituzionale sancito da decreto prefettizio.

Villa Taranto a Verbania

I giardini si trovano a Verbania, sulle colline di Pallanza. Per la storia completa e gli orari di visita, il riferimento è il sito ufficiale di Villa Taranto.

Dopo la visita ai giardini, l’entroterra ossolano con i suoi vigneti è a breve distanza per una degustazione.

Un patrimonio botanico in continua crescita

Oltre alle collezioni storiche volute da McEacharn, i Giardini Botanici di Villa Taranto continuano ad arricchirsi nel tempo, con nuove aree tematiche e percorsi pensati per mostrare la biodiversità vegetale in ogni stagione: dalle fioriture primaverili dei tulipani alle dahlie estive, fino ai colori autunnali degli aceri giapponesi, ogni periodo dell’anno regala un’esperienza diversa a chi visita il parco.

Ventimila specie da tutto il mondo

Il patrimonio botanico di Villa Taranto comprende circa mille piante non autoctone e circa ventimila varietà e specie di particolare valore botanico, per bellezza e ricchezza uno degli arboreti più importanti d’Italia. In primavera il parco stupisce con i colori accesi delle camelie japoniche, dei rododendri arborei e delle azalee, insieme alle grandi distese di tulipani e alla fioritura rosa di cornus e magnolie.

Il Labirinto delle Dahlie

Da luglio fino all’autunno, il celebre Labirinto delle Dahlie regala uno spettacolo straordinario, con oltre 1.700 piante in fiore appartenenti a 350 varietà diverse: dalle dahlie decorative a fiore grande alle piccole pompon dai delicati capolini sferici, fino alla spettacolare varietà Emery Paul, dalle intense sfumature di rosso granata.

Un patrimonio protetto per le generazioni future

La cura costante riservata a Villa Taranto, portata avanti oggi dalla Fondazione che ne ha ereditato la gestione, garantisce che questo straordinario patrimonio botanico possa continuare a essere ammirato dalle generazioni future, mantenendo vivo lo spirito di dedizione che animò il suo fondatore scozzese quasi un secolo fa.

Un’eredità botanica che continua a stupire chiunque vi metta piede, in ogni stagione dell’anno.

Un modello di gestione sostenibile

La gestione di Villa Taranto ha nel tempo integrato pratiche di giardinaggio sempre più attente alla sostenibilità ambientale, dalla gestione oculata dell’acqua di irrigazione alla scelta di specie vegetali capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici in corso: un approccio che rende i giardini non solo un patrimonio storico da preservare, ma anche un laboratorio vivente di buone pratiche botaniche.

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